-Iceman- ha scritto:
Purtroppo a causa dell'età mi sono perso le imprese di tanti grandissimi protagonisti della F1, e visto che non voglio giudicare un pilota solo dai video su youtube o in tv, restringo il campo a quelli che ho potuto seguire in prima persona, seppur solo in tv. Su Schumacher non c'è bisogno di dire molto, parlano i numeri e non solo: è il più forte dell'era post-Senna, e spero vivamente che quest'anno abbia una Mercedes competitiva così da rifarci vedere tutto il suo talento. Anzi, ne basterebbe anche solo una parte, sarebbe sufficiente.
A pari merito nella mia personalissima classifica metto Raikkonen, non a caso ho scelto questo nickname per il forum. Lo ritengo il talento più cristallino che abbia mai visto all'opera, secondo solo a Schumacher. Ha due limiti: a volte corre controvoglia(come nell'anno e mezzo trascorso in Ferrari dopo la sua vittoria nel mondiale) ed ha lasciato la F1 troppo presto, spero vivamente che ritorni, almeno nel 2012. Ammiro la sua guida aggressiva e il suo stile: se ne frega dei mass-media e preferisce di gran lunga i fatti alle parole.
Tornando ai piloti che non ho potuto ammirare "in diretta" non posso non menzionare Jim Clark, Ronnie Peterson, Ayrton Senna e Mika Hakkinen(che ho potuto seguire solo negli ultimi anni della carriera). Ma soprattutto Gilles Villeneuve, forse il più spettacolare pilota di tutti i tempi. Ha vinto pochissimo(solo 6 GP) ma è stato uno dei pochi ad anteporre la guida sempre al limite al risultato, regalando sempre molto spettacolo, che alla fine è quello che noi spettatori vorremmo vedere sempre.
Menzione speciale a due "eroi": David Purley e soprattutto Alex Zanardi, grande pilota e grandissimo uomo.
Mi piace la tua analisi, che in parte condivido, soprattutto nella sua ultima riga (prova a digitare su youtube "grand prix - the killer years", è un bellissimo documentario della BBC sulla F1 anni 60/70, dura un'ora ma ne vale la pena).
Non sono d'accordissimo su Raikkonen, che non sono mai riuscito ad apprezzare (eccellente se motivato, ma deludente se di luna storta). Inoltre il suo atteggiamento "antiestablishment" poteva essere accettabile fino a pochi anni prima, non più nella sua, caratterizzata da professionismo spinto in ogni occasione. L'ultimo "antipersonaggio" che ha potuto, in qualche modo, essere tale, secondo me è stato Villeneuve JUNIOR.
Villeneuve SENIOR: in realtà il suo mito è nato con la sua morte; prima era pilota poco apprezzato dalla stampa (accusato di essere uno sfasciamacchine), ed apprezzato solo da una parte della tifoseria. Amato però da Enzo Ferrari. Probabilmente non è stato il migliore della sua epoca, al massimo era nei top five. Poteva però piacere per il suo attegiamento innocente, sempre educato, quasi timido, che si trasformava completamente quando guidava, prendendosi dei rischi e facendo spettacolo in alcune circostanze particolari.
In questo thread citerei anche Nelson Piquet: vinse dei mondiali in anni nei quali la competizione era fortissima, c'erano molti piloti obiettivamente forti e dotati di mezzi vincenti. Era in grado di scherzare e fare battute (celebri quelle con Zermiani) anche con il casco in testa sulla linea di partenza. Oggi Ecclestone andrebbe a prendere per le orecchie di persona il telecronista che si azzardasse a mettere il micorfono davanti al casco di un pilota schierato.
Ed a Nelson Piquet appartiene, per me, il più bel sorpasso della Formula uno di tutti tempi: quello su Senna, in un GP di Ungheria. Molto meno noto, ma altrettanto emozionante, del duello Villeneuve-Arnoux.