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Nonna diceva "quando non sai dove andare resta fermo, e se proprio devi muoverti prima di togliere il piede tasta con il bastone dove lo appoggi".
Pur con il rilievo che Ginevra ha sempre avuto, per quel che ho visto di questa manifestazione mi pare che il detto sia valido e seguito da molti.
Un salone che deve sorridere, come tutte queste manifestazioni, che deve lasciare fuori dalla porta l’orchestrina del Titanic per scaramanzia, ma sostanzialmente una carrellata di poche novità, poco coraggio e ancora meno progettualità.
L’auto ecologica di Obama è ancora da venire (e forse da inventare), e intanto altro non si fa – a mio modesto parere – che incipriare quel che c’è in attesa di non si sa bene cosa.
Sicuramente di tornare a vendere, perché credo che il 2009 sarà l’anno horribilis dell’economia ma anche per diretta conseguenza degli acquisti di vetture.
Con i prezzi di vendita sempre più separati dai redditi medi, con il credito (obbligatorio per tali investimenti) ormai ridotto al lanternino e concesso con il contagocce, con le Case bisognose di fare dei numeri che non si vedono per rientrare degli investimenti pregressi e poter pensare di finanziare i nuovi….direi che non si poteva fare molto più di quanto si è visto.
Che, forse, è già così una scommessa senza prospettiva di una certezza di ritorno.
Forse per questo anche una scintillante Mini, glamour car per eccellenza, non ha poi fatto altro che riorganizzare la gamma ridistribuendo Cooper, Wagon e motori sulle versioni normali.
Forse per questo Mercedes, al di là di una doverosa autocelebrazione per i 30 anni della Classe G, forse la miglior fuoristrada del mondo insieme alla Land Rover, ha potuto solamente presentare tutto in un botto la Famiglia “E” tenendosi ben lontana da fuel cell e altri azzardi ipertecnologici che costano un occhio della testa e sono nel concreto ancora ben lontano da una realizzazione pratica.
Forse per questo Audi a parte countryzzare la A4 declinandola in off road, per tentare di bissare le vendite della A6 medesima, e alettonare un poco la TT – che ha una linea talmente perfetta (benché gelida) di suo che si può rovinare anche solo con una foglia secca sul cofano, non ha poi fatto.
I prototipi interessanti di Mitsubishi e di Giugiaro, mano sempre felice nonostante il tempo che passa, sono – appunto – prove di stile ma non hanno al momento applicazione pratica che ne sappia io.
Honda impone il commiato alla splendida S2000, una sportiva che ha fatto epoca sebbene non compresa appieno, e che avrebbe dovuto in altri anni trovare il pane per i suoi denti in un’Alfa degna di questo nome che – tuttavia – non si è mai presentata alla gara, lasciandola di fatto abbastanza unica nel suo panorama.
I Jap presentano anche una Accord che nella solita forsennata gara a trovare linee originali a mio parere scivola un po’ tra eccesso e insipido, ma del resto i numeri – almeno in Italia – non hanno mai fatto ricchi i concessionari.
I brand di alto lignaggio sono arroccati anch’essi nell’aggiornamento di quanto già c’è : gli stampi costano e anche se i prezzi di vendita sono stellari i numeri sono talmente esigui, anche tra i ricchissimi, che è meglio forse evitare gli sfarzi.
E anche nomi come Rolls e Maybach non fanno eccezione : un po’ di calandre e di denominazioni nuove e via andare, per quanto se ne vede.
E l’Italia….
Prevedibile assente da rivoluzioni copernicane e modelli nuovi, che non si saprebbero collocare al momento, sfila a bassa voce.
Da Fiat per quanto se ne sa si cerca di sfruttare il felice filone della 500 con una cabrio che sarà certamente voluta e richiesta da molti : una nicchia – quella della cabrio – che dovrebbe funzionare senza rischi, anche se le medesime “certezze” che a Torino nutrivano per le Abarth nei numeri sono abbastanza sotto tono.
Ma la cabrio si venderà, credo anche senza molta fatica, e i margini che restano in tasca a Torino da una produzione a basso costo come quella polacca e un prezzo di vendita che non accenna a scendere fanno gola in questo periodo di cassaforti impolverate….
Alfa rinnova per modo di dire i motori della Brera, vettura che ha una linea strepitosa e la gran colpa di non avere capito (per l’ennesima volta) che chi sale su quelle macchine non vuole trovarsi al volante di una macchina da rappresentante – quale è la 159 – con la coda tagliata, e soprattutto con la trazione anteriore.
Piazza, pare, un 1800 turbo al posto del poco convincente 2200 benzina che scendeva (o saliva, secondo i punti di vista) da GM, Saab e compagnia con una pretesa, invero mai realmente raggiunta, di sportività.
Lo stesso motore pare salire anche sulla Mito, con la GTA da 240 cavalli.
La mia idea sulla Mito è nota su queste pagine : se ci poteva essere un errore più clamoroso di tentare di vendere a 40 e passa milioni di vecchie Lire una Punto con un muso Alfa Romeo e la pretesa di spodestare la Mini dal trono della sportivetta tutta pepe, la gestione Fiat….l’ha fatto.
E i numeri da prefisso telefonico di vendite sono lì a dire che è stato un passo falso, anche (orrore!) volendo proporre pur di alzare il morale dei concessionari la medesima con il multijet diesel prelevato dalla Panda….credo che sia dai tempi della Giulia Diesel che un’Alfa non avesse così poco mordente al volante….
Ora la GTA, 240 cavalli da scaricare con tutti i controlli elettronici del caso su una trazione anteriore.
I possessori della 147 GTA da 3200 cc hanno fatto fatica a svendere a meno di 10mila Euro le loro cattivissime belve che spendevano più tempo a far fumare le gomme in partenza che ad arrivare a destinazione : mi auguro (benché ne dubiti ché la fisica non è materia che lascia spazio a interpretazioni) che questa GTA superi quel tipo di problematiche e sia più guidabile della sorellona ormai pensionata e invisa ai concessionari Alfa Romeo stessi come fumo negli occhi.
Ho visto le foto della nuova 159 e almeno a colpo d’occhio mi piace : spero che le sinergie non abbiano fatto danni sotto le lamiere.
Lancia….poveretta….è sempre lì che langue.
Adesso dopo avere spellato non so quanti buoi per vendere le Poltrona Frau senza Carla Bruni sopra (meglio così…) si cerca di proporre come “chic” nientemeno che il vecchio e buon impianto a gas.
Cose già viste, il bicolore (hanno smaltito le ultime Prisma con quel sistema, per chi ne ha memoria, e di recente stanno facendo la stessa cosa con le Thesis ferme a Pomigliano) un po’ di cromature e un riposizionamento di modelli, ma di fatto nulla sotto il sole.
Se non qualche Deltista incazzato che si troverà in meno di un anno in mano una “vecchia” versione, ma tant’è.
Fiat proclama solamente il gpl, dopo avere proposto il metano, sulla gamma bassa, Punto e Bravo principalmente.
Ricordo che la Multipla uscì nelle due declinazioni “natural power” sia gpl che metano ancora quando era ante restyling.
I tassisti, a Milano, scatenarono un putiferio perché le versioni gpl dopo 20mila km spaccavano le valvole dell’onesto 1600 causa scarsa lubrificazione nella marcia a gas.
Nei numeri i danni furono tanti, pur nella relatività di un modello che già vendeva pochino, e in quelli ancora più ristretti di chi scelse quella a gpl invece di quella jtd, ma all’atto pratico finirono ritirate praticamente tutte con mille scuse e l’esperienza gpl si fermò lì.
Infatti nessuna Fiat (o Alfa o Lancia) è mai stata proposta più con tale alimentazione fino ad oggi : si spera che dell’esperienza si sia fatto tesoro e che non si ripropongano altre “sòle” sul genere, visto che adesso il gas – metano o gpl che sia – “tira” abbastanza non tanto perché la gente si sia riscoperta ecologista quanto perché con 20 Euro si torna a fare anche 300 km, cosa che a benzina (e pure a gasolio) ci si era dimenticati come si faceva.
Quindi che dire?
Ginevra ha detto esattamente a parer mio quello che già si sa : ovvero che non si sa nulla, e che si resta alla finestra a guardare.
Lo fanno un po’ tutti : dai coreani (a proposito, Hunday ha scodellato una pletora di modelli che mi sembrano nuovi, ma è stata l'unica) ai tedeschi, dai giapponesi agli americani.
C’è un po’ il fiato corto, e si cerca di risicare vendite “ecologiche” ricorrendo ai carburanti alternativi, ma ho letto e visto ben poco di elettrico, ibrido, idrogeno, fuel cell…. Evidentemente meglio spendere poco e gasare quel che c’è.
E restare alla finestra, o meglio – come diceva nonna – fermi il più possibile a vedere cosa succede e se proprio bisogna tastare con il bastone cosa c’è là davanti…..
Appunto : cosa c’è?
Saluti
V8
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